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I campi più belli di Roma

October 13, 2021

Roma, un museo a cielo aperto, un concentrato di storia, arte, tradizioni e bellezze naturali con i suoi colli, anfiteatri, fori e fontane. La Città Eterna nella quale perdersi tra scorci e angoli da scoprire dove il tempo sembra essersi fermato.

Per chi ama viaggiare con la propria immancabile sacca da golf, la Capitale d’Italia offre la possibilità di praticare il nostro amato sport tutto l’anno ed è diventata nel corso degli anni un importante polo per la pratica del golf. Sono numerosi i percorsi a 18 buche che si snodano per la città, progettati da architetti di fama internazionale.

Non si può non partire dal Roma Acquasanta, lungo la via Appia Nuova, il primo circolo d’Italia. Nato nel 1903, ha ricevuto riconoscimenti importanti dal Coni, fra cui il Collare d’Oro, nel 2017, per i meriti sportivi dei suoi giocatori. Immancabili le 18 buche, perfette un secolo fa come oggi, tra pascoli, fossi e continui dislivelli. Un piacere per il gioco e per gli occhi. Lungo i fairway si può ammirare il mausoleo di Cecilia Metella e l’acquedotto Claudio, uno dei più importanti della Roma antica.

Il Parco di Roma è il circolo più cittadino di tutti, a dieci minuti da Ponte Milvio, all’interno del parco regionale di Veio. Il tocco moderno è del designer americano P. B. Dye, con 18 buche ricavate su due livelli. In lontananza si staglia la sagoma del cupolone di San Pietro. Sulla strada che porta a Fiumicino si trova il Parco de’ Medici, tre percorsi di nove buche che metteranno a dura prova le abilità dei golfisti di ogni handicap di gioco.

Sempre nei territori di Roma troviamo Fioranello le cui buche corrono lungo i confini del parco archeologico dell’Appia Antica e, in corrispondenza della 10, il fuori limite è segnato dai resti di un acquedotto. A nord della capitale, sulla Cassia, verso Viterbo, l’Olgiata, impegnativo percorso fra pini marittimi statuari, che ha ospitato importanti eventi internazionali, come l’Open d’Italia del 2002 e del 2019 e le edizioni 1968 e 1984 della Coppa del Mondo.

Appena fuori dai confini della Città Eterna troviamo altri blasonati e splendidi percorsi raggiungibili in macchina. Primo tra tutti, il Marco Simone, il circolo che ospiterà la Ryder Cup del 2023, l’evento più atteso del panorama golfistico mondiale, oltre che sede delle prossime tre edizioni dell’Open d’Italia. A 15 chilometri dal centro di Roma, il Marco Simone, i cui punti di forza sono la vista su San Pietro e le antiche mura romane, si presenterà completamente rinnovato. Un percorso che lascerà a bocca aperta chiunque andrà a visitarlo per la bellezza e difficoltà del suo tracciato e per la perfetta manutenzione del tappeto erboso.

Nell’Alto Lazio, lungo la Via Francigena si raggiunge il Golf Nazionale, diventato la casa della Federazione Italiana Golf nel 2011 dove, all’interno dei suoi 70 ettari, si sono formati i futuri maestri, direttori, segretari di circoli, superintendent e greenkeeper, figure chiave per il successo di ogni Golf Club. È stata anche sede di un indimenticabile Coppa del Mondo nel 1992. Tutto intorno Sutri, un borgo di poche case raccolto tra mura merlate.

A poca distanza, il Terre dei Consoli, a Monterosi, disegnato da Robert Trent Jones Jr. A sud di Roma, domina Castelgandolfo, una villa del Seicento voluta dal Cardinale Flavio Chigi, nipote di papa Alessandro VII, all’interno di un cratere vulcanico che la fantasia di Robert Trent Jones ha trasformato in un impegnativo 18 buche. Infine, a Fiuggi, nel Frusinate, si mastica golf dal 1928: se qui il benessere passa per l’acqua termale, le 18 buche sono altrettanto salutari, una sfida dove la precisione vince sulla potenza.